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	<title>ossigeno Archivi - Mauro Rei</title>
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	<description>Vini pregiati del Monferrato</description>
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	<title>ossigeno Archivi - Mauro Rei</title>
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		<title>Il tappo e la tappatura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 10:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[agglomerato]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente riduttivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tappo è il completamento della bottiglia e la tappatura è il coronamento di tutto il processo del lavoro svolto in vigna e in cantina: la sua importanza quindi non è affatto da sottovalutare. In sughero, silicone, plastica, a vite e a corona, i tappi sono davvero di molti tipi: i più utilizzati per vini [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>tappo </strong>è il completamento della bottiglia e la <strong>tappatura</strong> è il coronamento di tutto il processo del lavoro svolto
in vigna e in cantina: la sua importanza quindi non è affatto da sottovalutare.
</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sughero, silicone, plastica, a vite e a corona, i tappi sono davvero di molti tipi: i più utilizzati per vini di qualità sono ovviamente quelli di sughero, anche se per quelli da bersi giovani si stanno diffondendo quelli di silicone. Il sughero è il materiale che garantisce al vino una lentissima maturazione in bottiglia, con variazioni quasi impercettibili: si parla di “affinamento in ambiente riduttivo”, cioè in assenza di ossigeno, con variazioni nel colore, sempre più pacato, nei profumi, sempre più complessi, e nel sapore, nel quale si spegne la vivacità giovanile a vantaggio di una maggiore maturità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>sughero</strong> dispone di doti che lo rendono, per ora, insostituibile: porosità, leggerezza, elasticità, impermeabilità, coibenza. Tutto questo si deve al fatto che ogni suo centimetro cubico contiene centinaia di cellule aggregate con tantissima aria.  Il fascino e l’utilità del sughero resistono, anche se, stappando una bottiglia, a volte si può percepire quello sgradevole “odore di tappo”, un po’ pungente, che torna anche al gusto. Questo è un difetto che nasce dalla presenza naturale di microrganismi presenti nelle sue fessure, o dal processo di produzione dei tappi, ed al momento purtroppo è ineliminabile. Comunque la percentuale di bottiglie difettate per fortuna rimane molto bassa. Esistono diversi tipi di tappo in sughero, a seconda del vino più o meno pregiato che sono chiamati a proteggere: monopezzo, colmato, compensato, agglomerato, twintop, incapsulato. I tappi monopezzo sono i migliori, ma anche i più costosi, per cui sceglieteli se avete investito in un vino sfuso di pregio come il nostro <em>Barbera d’Asti Superiore DOCG</em>, e se disponete di un luogo idoneo alla conservare delle bottiglie dove lasciarlo maturare. Se invece dovete imbottigliare un vino per il consumo quotidiano, di qualità e da bersi entro pochi anni, ci sentiamo di consigliarvi serenamente i <strong>tappi in agglomerato</strong>, più economici, ottenuti da una miscela di granella di sughero e collanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>silicone</strong> invece è un materiale che non permette alcun scambio di
ossigeno con l’esterno e può avere un utile impiego per i vini da consumare in
tempi brevi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>tappi a vite</strong>&nbsp;e
&nbsp;i&nbsp;<strong>tappi a corona</strong>&nbsp;sono le tipologie più
economiche, e negli ultimi tempi sono rivalutati anche dal mondo professionale
(ma nell’imbottigliamento professionale i tappi a vite sono differenti perché
hanno un colletto di sicurezza e la capsula, quindi isolano molto di più il
vino). È però importante controllare il buono stato del tappo (non riciclate i
tappi a corona) e effettuare con cura la tappatura per evitare una precoce
ossidazione e degradazione del vino. Per precauzione, utilizzateli solo se pensate
di consumare il vino entro un periodo di tempo davvero breve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>tappatrice</strong> è indispensabile per tappare le bottiglie con tappi di sughero. Anche di tappatrici ne esistono diversi modelli. È preferibile acquistare una tappatrice di buona qualità, affinché siano garantiti degli indici stantard minimi nell’inserimento del tappo. A tappatura ultimata devono rimanere <em>dai 1,5 cm ai</em> <em>2 cm </em>di spazio vuoto tra il tappo e il vino perché è necessario che nella bottiglia sia presente la giusta quantità di aria. Considerate anche che con l’innalzamento della temperatura il vino aumenta un po’ di volume. Quindi, nel caso di un repentino innalzamento della temperatura, un volume d’aria troppo piccolo potrebbe causare un pericoloso incremento della pressione interna. Ma attenzione, NON lasciate più di 2 cm! Altrimenti l’ossigeno presente ossiderà il vino e perderete la bottiglia. Invece, il tappo deve entrare nel collo in modo da lasciare circa <em>1 mm</em> di spazio tra questo e la sommità della bottiglia stessa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le voleste poi coricare le bottiglie, vi consigliamo però di tenerle in piedi almeno una mezza giornata per garantire la perfetta adesione del tappo alle pareti della bottiglia. Il tappo impiegherà infatti un po’ di tempo a recuperare tutta l’elasticità e ad aderire bene al collo della bottiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ultimo dettaglio, ma in realtà molto importante, riguarda la
rimanenza nella damigiana. Non è consigliabile tenere delle damigiane semi
vuote perché il vino si rovinerebbe. Meglio imbottigliare tutto il contenuto
della damigiana in una sola volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora il vostro vino è pronto per essere bevuto!!!</p>
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		<title>MATURAZIONE E INVECCHIAMENTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2018 09:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[acidità]]></category>
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		<category><![CDATA[acido malico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_397" aria-describedby="caption-attachment-397" style="width: 217px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-397" src="https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-217x300.jpg 217w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-scaled-150x208.jpg 150w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-scaled-300x415.jpg 300w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-768x1063.jpg 768w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-740x1024.jpg 740w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-144x200.jpg 144w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/01/Barbera-superiore-scaled.jpg 1849w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /><figcaption id="caption-attachment-397" class="wp-caption-text">Il nostro Barbera d&#8217;Asti Superiore DOCG &#8220;Profondo Rosso&#8221; ha 2 anni di invecchiamento in legno</figcaption></figure></p>
<p>La fermentazione alcolica degli zuccheri è la prima fase della vinificazione. Ma per avere vini più stabili, morbidi ed evoluti (il discorso vale soprattutto per i rossi, ma in alcuni casi anche per bianchi e rosati), è indispensabile che avvenga, successivamente alla prima, una seconda fermentazione, la cosiddetta <em><strong>malolattica</strong></em>. Questo processo, dovuto all&#8217;azione di specifici batteri, porta alla trasformazione dell&#8217;acido malico (un acido dal sapore molto forte, presente nelle mele, da cui prende il nome), all&#8217;<strong>acido lattico</strong>, decisamente meno aggressivo; questo porta a una notevole diminuzione dell&#8217;acidità e all&#8217;ammorbidimento del vino. La fermentazione malolattica è dunque una vera e propria disacidificazione naturale del vino, ed è il punto di partenza per ottenere vini equilibrati, stabili biologicamente e adatti all&#8217;invecchiamento.</p>
<p>Il verificarsi di una serie di condizioni (scarsa presenza di solfiti nel vino, temperatura non inferiore a 18-20°C, pH sufficientemente elevato) determina l&#8217;inizio del processo: a volte già prima della svinatura (alla fine della fermentazione alcolica) in altri casi appena dopo o, ancora in primavera o all&#8217;inizio dell&#8217;estate, con l&#8217;aumento della temperatura in cantina. Con questo meraviglioso processo della natura il vino comincia a mutare considerevolmente le sue caratteristiche organolettiche: il colore vira verso tonalità meno vive, più calde; i profumi si arricchiscono di sfumature; il sapore acquista in rotondità e pienezza. Inizia così la fase di <strong>maturazione</strong>.</p>
<p>Per i vini da consumare giovani, che si caratterizzano dalla vivacità dei colori, sulla freschezza dei profumi, sull&#8217;immediatezza dell&#8217;impatto gustativo, la maturazione prevede una sola fase. Nel caso di vini importanti, destinati a vita più lunga, segue l&#8217;<strong>invecchiamento</strong> in botte o barrique, e in seguito l&#8217;<strong>affinamento</strong> in bottiglia. Il risultato finale di questo duplice processo sono prodotti molto diversi da quelli appena svinati, in conseguenza di profonde modificazioni delle sostanze coloranti e dei costituenti dell&#8217;aroma. Per qua<span style="text-indent: 0em;font-size: 16px">nto riguarda l&#8217;aspetto, nei rossi il colore si fa meno intenso,</span></p>
<p><figure id="attachment_825" aria-describedby="caption-attachment-825" style="width: 317px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class=" wp-image-825" src="https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/06/Botti-vino-Chianti-300x191.jpg" alt="" width="317" height="202" srcset="https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/06/Botti-vino-Chianti-300x191.jpg 300w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/06/Botti-vino-Chianti-150x96.jpg 150w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/06/Botti-vino-Chianti-314x200.jpg 314w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2018/06/Botti-vino-Chianti.jpg 628w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /><figcaption id="caption-attachment-825" class="wp-caption-text">Il legno, grazie alla sua porosità, favorisce lo scambio di piccole quantità di ossigeno con il vino, che ne contribuisce alla maturazione.</figcaption></figure></p>
<p><span style="text-indent: 0em;font-size: 16px">passando dal rubino vivace a toni granata e aranciati; i bianchi diventano dapprima dorati, tendendo progressivamente a ingiallire. Nel profumo scompaiono gli aromi primari che ricordano l&#8217;uva e prende forma il bouquet, più intenso, fine e complesso, mentre il sapore perde i caratteri più spigolosi e grossolani (astringenza e acidità) per equilibrarsi e ammorbidirsi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante questo periodo, che può essere più o meno lungo, il vino subisce lente modificazioni fino a raggiungere il punto più alto della sua evoluzione: la giusta tonalità di colore, l&#8217;eleganza e la finezza del bouquet, la pienezza e la rotondità del gusto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mauroreivini.it/maturazione-e-invecchiamento/">MATURAZIONE E INVECCHIAMENTO</a> proviene da <a href="https://www.mauroreivini.it">Mauro Rei</a>.</p>
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