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	<title>sensazioni tattili Archivi - Mauro Rei</title>
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	<description>Vini pregiati del Monferrato</description>
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		<title>Il gusto del vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 09:14:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Al contrario di quanto si pensa comunemente, il gusto è un &#8220;parente povero&#8221; della famiglia dei sensi. A lungo si è ritenuto che i sapori fondamentali fossero solo quattro: dolce, salato, acido, amaro. Oggi ne sono proposti alcuni altri: l&#8217;umami, l&#8217;alcalino, il metallico&#8230;e si tende a tenere conto della presenza dei gusti intermedi. Poi ci sono anche sensazioni di tipo tattile e termico, ma il &#8220;gusto&#8221; complesso che avvertiamo in bocca quando mastichiamo un cibo o assaporiamo e ingeriamo è, in realtà, il prodotto di sensazioni olfattive, sia dirette sia per via retronasale. Possiamo, perciò, dire che un vino &#8220;sa&#8221; di vaniglia o di liquirizia o di cannella soltanto grazie all&#8217;intervento del naso. Qual è allora il ruolo del gusto nell&#8217;analisi organolettica? Esso individuerà i sapori fondamentali e il loro equilibrio, le sensazioni termiche e tattili avvertite nella cavità orale, le sensazioni olfattive retronasali che percepiamo quando il vino o il cibo sono in bocca. Dunque, il lavoro del gusto è un lavoro di sintesi e di valutazione di un equilibrio complessivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel vino, i sapori dolci, acidi (e in misura minore amari e salati) sono mescolati: anzi, la qualità di un vino sta proprio nell&#8217;equilibrio armonico delle componenti. Il degustatore dovrà perciò cercare di distinguerli e, al tempo stesso, valutarne il rapporto. La fisiologia ci viene in aiuto: è infatti dimostrato sperimentalmente che <strong>i sapori fondamentali si percepiscono in tempi diversi</strong>, minimi certo, ma avvertibili con un pò di attenzione e allenamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai sapori in senso stretto, la bocca, attraverso le mucose, avverte <strong>sensazioni di tipo tattile</strong>. Quelle che possono essere provocate dal vino sono: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>l&#8217;ASTRINGENZA, sensazione allappante che si prova comunemente mangiando carciofi crudi, frutti poco maturi, cachi. L&#8217;astringenza causa contrazione delle gengive (si dice che &#8220;lega la bocca&#8221;), impressione di secchezza e rugosità sulla lingua, netta diminuzione della salivazione. Sono i <strong>tannini</strong> i responsabili di questa sensazione. Componente fondamentale dei vini rossi, l&#8217;astringenza &#8211; o tannino o tannicictà &#8211; entra in gioco a determinare la longevità e l&#8217;equilibrio del vino. </li><li>il PIZZICORE DELL&#8217;ANIDRIDE CARBONICA, sensazione evidentissima quando si assaggia un vino spumante. In bocca si avverte un pizzicore, ma anche una sensazione di freschezza, che possono diventare, se la CO2 è eccessiva, irritanti. Carattere distintivo dei vini spumanti, l&#8217;anidride carbonica è comunque un elemento equilibratore dei vini &#8220;tranquilli&#8221;. Attraverso le sue fermentazioni, infatti, il vino mantiene una piccola dose di CO2. Questo minimo residuo naturale ha benefici effetti sulle qualità organolettiche, rende vivi e freschi i profumi e i gusti, vivacizza il vino. Diventa intollerabile invece quando si lascia percepire in modo distinto. </li><li>il CALORE, che si avverte in presenza di sostanze molto concentrate, come acidi, sali metallici, basi, alcol. Le mucose seccano e l&#8217;intera cavità orale è pervasa da una sensazione di calore, quasi di bruciore. Nel caso del vino queste impressioni sono causate dall&#8217;alcol e la sensazione è chiamata vinosità. </li><li>le sensazioni legate alla TEMPERATURA, percepite in tutta la cavità orale, dalle gengive e dai denti. La temperatura modifica e falsa profondamente i sapori. Le temperature basse accentuano l&#8217;impressione di tannicità, riducono quella di dolcezza e neutralizzano il gusto dell&#8217;alcol. Per questa ragione non si degustano i vini rossi tannici a bassa temperatura. I vini liquorosi &#8211; molto dolci e alcolici &#8211; vanno invece bevuti a bassa temperatura: sembreranno meno pastosi e &#8220;zuccherosi&#8221; e sarà meno avvertibile la presenza dell&#8217;alcol. </li></ul>
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