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	<title>temperatura Archivi - Mauro Rei</title>
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	<title>temperatura Archivi - Mauro Rei</title>
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		<title>L&#8217;esame olfattivo del vino 1/3 &#8211; Il metodo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 15:18:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intrigante e seducente, il profumo del vino è forse il suo carattere più difficile da identificare e interpretare. Ma è anche quello che spesso permette di riconoscere il vitigno e la zona di origine, confermare l&#8217;evoluzione che il colore aveva anticipato, intuire quanto il vino offrirà al gusto. A volte può però evidenziare difetti davvero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mauroreivini.it/lesame-olfattivo-del-vino-1-3-il-metodo/">L&#8217;esame olfattivo del vino 1/3 &#8211; Il metodo</a> proviene da <a href="https://www.mauroreivini.it">Mauro Rei</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intrigante e seducente, il profumo del vino è forse il suo carattere più difficile da identificare e interpretare. Ma è anche quello che spesso permette di riconoscere il vitigno e la zona di origine, confermare l&#8217;evoluzione che il colore aveva anticipato, intuire quanto il vino offrirà al gusto. A volte può però evidenziare difetti davvero sgradevoli, come l&#8217;odore di tappo, di feccia, di anidride solforosa, o addirittura di sudore di cavallo, di cane bagnato e pipì di gatto! Ma per fortuna, sono sempre meno frequenti.</p>
<p>E&#8217; importante, per chi è alle prime armi, non avvicinarsi alla degustazione con scetticismo o scoraggiamento, quando i più esperti affermano di sentire odori che i &#8220;comuni mortali&#8221; non riescono a percepire: hanno solamente un naso più allenato; inoltre ognuno di noi ha una diversa sensibilità nella capacità di sentire i profumi. Un pò alla volta e con pazienza, si inizierà a scoprire la bellezza della magia racchiusa in un semplice bicchiere di vino.</p>
<h6>il metodo dell&#8217;analisi</h6>
<p>A vino ancora fermo nel bicchiere, lo si deve avvicinare al naso, inspirando prima debolmente e poi intensamente, in modo che le particelle odorose arrivino a colpire la mucosa olfattiva per via nasale diretta. Si inizia a capire così se il vino è giovane o maturo, se prevalgono sensazioni fruttate, floreali, speziate o altro ancora. E&#8217; il primo approccio con il profumo del vino, la sua presentazione.</p>
<p>Dopo alcune rapide inspirazioni nasali, si deve allontanare il bicchiere dal naso e ruotarlo lentamente, in modo che il vino formi una specie di imbuto, per aumentare la superficie a contatto con l&#8217;aria e favorire la liberazione delle sostanze odorose. Si inspira di nuovo, in modo più deciso e profondo, avvicinando il bicchiere alle narici, destra e sinistra, alternativamente, sia perché la sensibilità potrebbe essere diversa, sia per limitare l&#8217;affaticamento della mucosa olfattiva.</p>
<p>Il bicchiere va allontanato e riavvicinato al naso a intervalli regolari, evitando di tenerlo a lungo sotto il naso per non incorrere nel fenomeno dell&#8217;assuefazione, che renderebbe molto difficile la percezione dei profumi, ai quali si rischia di &#8220;abituarsi&#8221;. Inoltre si ricordi che, se la temperatura è molto bassa, i profumi restano imprigionati nel vino e si liberano a fatica.</p>
<p>Dopo numerose rotazioni del bicchiere e inspirazioni, l&#8217;esame olfattivo, che permette di valutare l&#8217;intensità, la complessità e la qualità del profumo del vino, oltre al riconoscimento delle singole sfumature odorose, può considerarsi concluso.</p>
<p>Poiché olfatto e gusto agiscono in sinergia, dopo aver assaggiato e deglutito il vino, si deve espirare attraverso il naso, a bocca chiusa. L&#8217;aria fluisce verso l&#8217;esterno dopo esseri trovata a una temperatura superiore rispetto a quella di entrata, che ha favorito la percezione di sensazioni retronasali. Queste sensazioni vengono percepite a lungo dopo la deglutizione, perché il bulbo olfattivo, la zona dove sono maggiormente concentrati i ricettori olfattivi, è situato sopra la faringe. Questo aspetto della degustazione quindi deve essere considerato durante l&#8217;esame gusto-olfattivo, e permette di valutare sensazioni definite aromi di bocca o persistenza aromatica intensa (PAI).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mauroreivini.it/lesame-olfattivo-del-vino-1-3-il-metodo/">L&#8217;esame olfattivo del vino 1/3 &#8211; Il metodo</a> proviene da <a href="https://www.mauroreivini.it">Mauro Rei</a>.</p>
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		<title>Introduzione all&#8217;analisi sensoriale dei vini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 17:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[analisi sensoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni, moltissimi sono quelli che, anche se non del settore, si sono interessati al vino, alla sua storia e a imparare a degustarlo. &#8220;Capire&#8221; un bicchiere di vino è davvero un&#8217;arte, ma non per pochi: è alla portata di tutti, ma come in ogni cosa, bisogna farci un pò la mano e, come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mauroreivini.it/introduzione-allanalisi-sensoriale-dei-vini/">Introduzione all&#8217;analisi sensoriale dei vini</a> proviene da <a href="https://www.mauroreivini.it">Mauro Rei</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi decenni, moltissimi sono quelli che, anche se non del settore, si sono interessati al vino, alla sua storia e a imparare a degustarlo. &#8220;Capire&#8221; un bicchiere di vino è davvero un&#8217;arte, ma non per pochi: è alla portata di tutti, ma come in ogni cosa, bisogna farci un pò la mano e, come diceva il mio professore di enologia, essere molto&#8230;curiosi. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img decoding="async" src="https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2020/05/base-analisi-sensoriale-tanta-pratica-linguaggio-tecnico.jpg" alt="" class="wp-image-1933" width="264" height="175" srcset="https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2020/05/base-analisi-sensoriale-tanta-pratica-linguaggio-tecnico.jpg 750w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2020/05/base-analisi-sensoriale-tanta-pratica-linguaggio-tecnico-150x100.jpg 150w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2020/05/base-analisi-sensoriale-tanta-pratica-linguaggio-tecnico-300x200.jpg 300w, https://www.mauroreivini.it/wp-content/uploads/2020/05/base-analisi-sensoriale-tanta-pratica-linguaggio-tecnico-453x300.jpg 453w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" /><figcaption><br><br></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Degustare significa osservare il vino con il solo ausilio dei nostri organi di senso e valutarlo con buona autonomia di giudizio, il più possibile indipendentemente dai nostri gusti personali e, soprattutto, dalla fama del vino o del produttore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vista, olfatto e gusto, ma anche il tatto e un pò meno l&#8217;udito permettono di osservare il vino, di &#8220;fotografarlo&#8221; in ogni piccolo particolare e, solo in un secondo momento, giudicarne la qualità. Occhi, cellule della mucosa olfattiva, papille e recettori presenti sulla lingua e in tutta la bocca, sono strumenti perfetti e complicati che spesso trascuriamo e che dobbiamo &#8220;risvegliare&#8221;, esercitare continuamente, affinché ci permettano di entrare nel meraviglioso mondo del vino. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima cosa da sapere è che l&#8217;ambiente nel quale degustiamo il nostro vino influisce sulla percezione dello stesso. Ad esempio, la temperatura: le basse temperature accentuano le sensazioni di acidità, sapidità e tannicità, mentre quelle calde aumentano la percezione della morbidezza e del calore (alcol), e viceversa. Ecco spiegato quindi perchè i bianchi, caratterizzati solitamente da una maggior acidità che conferisce la caratteristica sensazione di freschezza al vino, vanno bevuti a basse temperature; mentre i rossi, più corposi, di cui abbiamo bisogno di sentire il calore dell&#8217;alcol e la morbidezza, li beviamo solitamente sui 18-20°C.  Il vino non cambia, ma è il nostro gusto che percepisce i sapori in modo differente. Ogni tipologia di vino avrà una sua temperatura di servizio.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per non complicare il riconoscimento dei sentori odorosi del vino invece, è bene evitare di avere profumi molto intensi intorno, così come prima non si deve fumare nè ingerire sostanze o bevande dal sapore deciso e persistente (caffè, cioccolatini, caramelle all&#8217;anice, menta, liquirizia&#8230;), che lascerebbero in bocca per molto tempo una scia aromatica che renderebbe difficili le valutazioni gusto-olfattive. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre regole importanti: dato che la degustazione richiede molta concentrazione, è bene non degustare più di 10 vini, a meno che non si è allenati. Se si hanno diverse tipologie di vini, è importante tener conto dell&#8217;ordine di assaggio: prima i bianchi, poi i rossi giovani, i rossi maturi e infine quelli da dessert. Se si iniziasse la serie di degustazione dal vino più strutturato infatti, quelli che seguono verrebbero penalizzati, perchè i sensi e la memoria sarebbero influenzati dalla forte personalità del primo vino. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Storicamente, lo strumento primario dei sommelier era il tastevin. Oggi però è andato in disuso, perchè disponiamo facilmente di fantastici calici in vetro o cristallo. Ma perchè hanno proprio questa forma? Per diversi motivi: la base deve permettere di impugnare comodamente il bicchiere, lo stelo di ruotarlo senza sbilanciamenti e di mantenere adeguatamente lontano dal naso la mano durante l&#8217;inspirazione; la forma un pò allungata, che si restringe nella parte superiore, di concentrare i profumi in uscita dal calice; inoltre si evita così di scaldare il vino con il calore della propria mano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strumento importante per degustare vini maturi è il decanter: rimando per questo argomento al mio precedente articolo  <a href="https://www.mauroreivini.it/decantare-un-vino/">https://www.mauroreivini.it/decantare-un-vino/</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un pò alla volta, durante la degustazione, il profumo di un vino rimasto a lungo in botte e in bottiglia evolve, liberando sentori sempre nuovi e diversi. Nei prossimi articoli vedremo le fasi della degustazione più in dettaglio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mauroreivini.it/introduzione-allanalisi-sensoriale-dei-vini/">Introduzione all&#8217;analisi sensoriale dei vini</a> proviene da <a href="https://www.mauroreivini.it">Mauro Rei</a>.</p>
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		<title>L&#8217;imbottigliamento del vino fai da te</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 11:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il nostro vino arriverà nelle vostre case, dovrete subito tenere alcuni accorgimenti. Il procedimento di imbottigliamento sembra facile ma, per chi non è propriamente del mestiere, qualcosa di piccolo ma importante può sfuggire. Ci sono molti fattori da tenere in considerazione. Ecco allora che desideriamo fornirvi i migliori consigli per gustare al meglio il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mauroreivini.it/limbottigliamento-del-vino-fai-da-te/">L&#8217;imbottigliamento del vino fai da te</a> proviene da <a href="https://www.mauroreivini.it">Mauro Rei</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-background has-very-light-gray-background-color wp-block-paragraph">Quando il nostro vino arriverà
nelle vostre case, dovrete subito tenere alcuni accorgimenti. Il procedimento di
imbottigliamento sembra facile ma, per chi non è propriamente del mestiere,
qualcosa di piccolo ma importante può sfuggire. Ci sono molti fattori da tenere
in considerazione. Ecco allora che desideriamo fornirvi i migliori consigli per
gustare al meglio il nostro vino. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA CONSERVAZIONE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La conservazione in damigiana</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per conservare del vino in
damigiana avremo bisogno prima di tutto di un luogo fresco (15-20° C) e
riparato dove riporre la damigiana che vi abbiamo consegnato: in questo caso
l’ideale è avere una propria cantina, ma in caso di sua mancanza dovremo fare
molta attenzione a riprodurre nel luogo deciso una temperatura stabile,
dell’ordine di misura indicato sopra. Qui starà finché voi non deciderete di
imbottigliarlo. Noi usiamo mettere sempre una pastiglia di paraffina che
galleggia sul tappo del vino, che lo preserva da una patologia molto comune
chiamata “fioretta”, che si presenta come un velo biancastro sopra la
superficie del vino, che sta a contatto con l’ossigeno. All’imbottigliamento
basta togliere questa pastiglia. L’uso di un tappo a tenuta stagna, un ambiente
fresco ed asciutto, ed il buio, permettono la conservazione del vino in
damigiana minimo per sei mesi. Non tenetela vicino a quella dell’aceto perché
nell’aria i batteri di quest’ultimo intaccherebbero il vino buono.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La conservazione in taniche</strong><br>Evitate di tenere il vino sfuso in contenitori di plastica: travasate entro un giorno, perché la camera d’aria che si forma all’interno fa ossidare il vino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>ATTENZIONE: il nostro
vino potrebbe fare del fondo, perché è poco trattato. E’ segno della genuinità
del vino.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’IMBOTTIGLIAMENTO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Periodo di imbottigliamento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo più indicato per imbottigliare è da fine febbraio a fine
aprile, ma anche maggio e giugno vanno bene. Invece, seconda metà di agosto e
prima metà di settembre per i vini da invecchiamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La tradizione lunare consiglia di imbottigliare:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>al primo quarto</strong>, in fase di luna crescente (gobba a ponente), per ottenere vini frizzanti;&nbsp;</li><li><strong>all&#8217;ultimo quarto</strong>, in fase di luna calante (gobba a levante), i vini che saranno destinati a lungo invecchiamento e i vini dolci;&nbsp;</li><li><strong>con la luna piena</strong>&nbsp;(bianca) si può imbottigliare qualsiasi tipo di vino.&nbsp;La luna ideale per imbottigliare è comunque la prima luna nuova di primavera;</li><li><strong>la luna nuova</strong> (nera) invece non è consigliabile per lavorare i vini.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sveliamo una segreto del mestiere: se volete essere proprio sicuri di ottenere un vino piacevolmente vivace, potete aggiungere nella vostra damigiana un litro (1 bottiglia, o una e mezza) del nostro Moscato Dulcis in Fundo: essendo che contiene lieviti che in primavera provocano una seconda rifermentazione, produce CO2 naturale che renderà il vostro vino frizzante. Provare per credere! Ma attenzione: dovrete procurarvi bottiglie più resistenti, per evitare che facciano il botto prima del dovuto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MATERIALI&nbsp;DI&nbsp;IMBOTTIGLIAMENTO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Azienda
Agricola Mauro Rei consiglia di usare una <strong>gomma
da travaso</strong> pulita prima con acqua calda e lasciata scolare. Durante il
riempimento delle bottiglie bisogna assicurarsi che siano asciutte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale bottiglia?</strong> In linea teorica
diversi tipi di bottiglie si sposano a diversi tipi di vino ma possiamo
restringere al massimo la scelta. A noi piace molto la&nbsp;<strong>bordolese</strong>,
attualmente la più utilizzata, adatta ad imbottigliare vini bianchi e rossi. Il
successo della bordolese ha molti fondati motivi: la spalla larga trattiene
eventuali depositi che possono essersi formati sul fondo ma non solo: è generalmente
piuttosto leggera e offre una buona presa per cui risulta molto maneggevole, ha
una base stretta che facilita lo stoccaggio e, di norma, è disponibile in
diverse varietà di colore (bianco, verde e marrone) così da soddisfare un po’
tutte le esigenze. Se dovete imbottigliare invece vini dolci e vivaci, vi
suggeriamo l’<strong>emiliana o la sciampagnotta</strong>: sono bottiglie più resistenti
e sono facilmente reperibili nelle rivendite.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale
colore della bottiglia?</strong>&nbsp;In genere per i vini rossi è indicato il
colore <strong>marrone o verde</strong> e per i
bianchi o rosati <strong>verde o bianco</strong> (per
poter godere dei riflessi del vino). Tuttavia è importante ricordare che il
vino soffre l’eccessiva esposizione alla luce e quindi se non potete proteggere
adeguatamente le vostre bottiglie vi consigliamo di scegliere un colore scuro
anche per i vini bianchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale tappo?</strong> Quella del tappo non è una scelta scontata: In linea di massima vi consigliamo il <strong>tappo di sughero tradizionale</strong> (monoblocco di almeno 4,5 centimetri di lunghezza) oppure i <strong>tappi sintetici</strong> che possono essere una valida alternativa, specie se pensate di consumare il vostro vino nel giro di un anno, come di solito è per una scorta casalinga. Ma per i tappi sintetici di qualità il prezzo non scende molto. Un po’ di risparmio si po’ ottenere con l’acquisto di <strong>tappi di sughero agglomerato,</strong> però bisogna prestare un po’ di attenzione nella scelta ed in genere è bene scartare quelli venduti a prezzi davvero stracciati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tappi acquistati in eccesso possono essere conservati (non troppo a lungo se di sughero) per gli imbottigliamenti successivi purché ben chiusi e posti in un luogo pulito e asciutto (specie se di sughero). </p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>tappi
a vite</strong>&nbsp;e &nbsp;i&nbsp;<strong>tappi a corona</strong>&nbsp;sono le tipologie più
economiche, e negli ultimi tempi sono rivalutati anche dal mondo professionale
(ma nell’imbottigliamento professionale i tappi a vite sono differenti perché
hanno un colletto di sicurezza e la capsula, quindi isolano molto di più il
vino). È però importante controllare il buono stato del tappo (non riciclate i
tappi a corona) e effettuare con cura la tappatura per evitare una precoce
ossidazione e degradazione del vino. Per precauzione, utilizzateli solo se
pensate di consumare il vino entro un periodo di tempo davvero breve.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PULIZIA ED IGIENE DELLA DAMIGIANA</strong><br>Dopo aver imbottigliato il vino, e aver lavato e risciacquato un paio di volte la damigiana con candeggina inodore (ipoclorito di sodio, due cucchiai per mezzo litro di acqua) e lasciata asciugare all’ingiù almeno per un giorno, è pronta per essere di nuovo riempita. Noi comunque per precauzione, laviamo sempre tutte le damigiane con acqua bollente a 70°. Mettetela da parte, e noi verremo a riprenderla se poi deciderete di effettuare un successivo ordine, e ve ne consegneremo un’altra piena. Attenzione: mai cercare di “avvinare” prima di mettere vino, con acqua o aceto! Magari con un po’ di vino buono. Lo stesso procedimento di pulizia dev’essere applicato a bottiglie o altri tipi di contenitori, se non sono stati appena acquistati e quindi già pronti all’uso.</p>
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		<title>Il gusto del vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 09:14:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al contrario di quanto si pensa comunemente, il gusto è un &#8220;parente povero&#8221; della famiglia dei sensi. A lungo si è ritenuto che i sapori fondamentali fossero solo quattro: dolce, salato, acido, amaro. Oggi ne sono proposti alcuni altri: l&#8217;umami, l&#8217;alcalino, il metallico&#8230;e si tende a tenere conto della presenza dei gusti intermedi. Poi ci [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Al contrario di quanto si pensa comunemente, il gusto è un &#8220;parente povero&#8221; della famiglia dei sensi. A lungo si è ritenuto che i sapori fondamentali fossero solo quattro: dolce, salato, acido, amaro. Oggi ne sono proposti alcuni altri: l&#8217;umami, l&#8217;alcalino, il metallico&#8230;e si tende a tenere conto della presenza dei gusti intermedi. Poi ci sono anche sensazioni di tipo tattile e termico, ma il &#8220;gusto&#8221; complesso che avvertiamo in bocca quando mastichiamo un cibo o assaporiamo e ingeriamo è, in realtà, il prodotto di sensazioni olfattive, sia dirette sia per via retronasale. Possiamo, perciò, dire che un vino &#8220;sa&#8221; di vaniglia o di liquirizia o di cannella soltanto grazie all&#8217;intervento del naso. Qual è allora il ruolo del gusto nell&#8217;analisi organolettica? Esso individuerà i sapori fondamentali e il loro equilibrio, le sensazioni termiche e tattili avvertite nella cavità orale, le sensazioni olfattive retronasali che percepiamo quando il vino o il cibo sono in bocca. Dunque, il lavoro del gusto è un lavoro di sintesi e di valutazione di un equilibrio complessivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel vino, i sapori dolci, acidi (e in misura minore amari e salati) sono mescolati: anzi, la qualità di un vino sta proprio nell&#8217;equilibrio armonico delle componenti. Il degustatore dovrà perciò cercare di distinguerli e, al tempo stesso, valutarne il rapporto. La fisiologia ci viene in aiuto: è infatti dimostrato sperimentalmente che <strong>i sapori fondamentali si percepiscono in tempi diversi</strong>, minimi certo, ma avvertibili con un pò di attenzione e allenamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai sapori in senso stretto, la bocca, attraverso le mucose, avverte <strong>sensazioni di tipo tattile</strong>. Quelle che possono essere provocate dal vino sono: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>l&#8217;ASTRINGENZA, sensazione allappante che si prova comunemente mangiando carciofi crudi, frutti poco maturi, cachi. L&#8217;astringenza causa contrazione delle gengive (si dice che &#8220;lega la bocca&#8221;), impressione di secchezza e rugosità sulla lingua, netta diminuzione della salivazione. Sono i <strong>tannini</strong> i responsabili di questa sensazione. Componente fondamentale dei vini rossi, l&#8217;astringenza &#8211; o tannino o tannicictà &#8211; entra in gioco a determinare la longevità e l&#8217;equilibrio del vino. </li><li>il PIZZICORE DELL&#8217;ANIDRIDE CARBONICA, sensazione evidentissima quando si assaggia un vino spumante. In bocca si avverte un pizzicore, ma anche una sensazione di freschezza, che possono diventare, se la CO2 è eccessiva, irritanti. Carattere distintivo dei vini spumanti, l&#8217;anidride carbonica è comunque un elemento equilibratore dei vini &#8220;tranquilli&#8221;. Attraverso le sue fermentazioni, infatti, il vino mantiene una piccola dose di CO2. Questo minimo residuo naturale ha benefici effetti sulle qualità organolettiche, rende vivi e freschi i profumi e i gusti, vivacizza il vino. Diventa intollerabile invece quando si lascia percepire in modo distinto. </li><li>il CALORE, che si avverte in presenza di sostanze molto concentrate, come acidi, sali metallici, basi, alcol. Le mucose seccano e l&#8217;intera cavità orale è pervasa da una sensazione di calore, quasi di bruciore. Nel caso del vino queste impressioni sono causate dall&#8217;alcol e la sensazione è chiamata vinosità. </li><li>le sensazioni legate alla TEMPERATURA, percepite in tutta la cavità orale, dalle gengive e dai denti. La temperatura modifica e falsa profondamente i sapori. Le temperature basse accentuano l&#8217;impressione di tannicità, riducono quella di dolcezza e neutralizzano il gusto dell&#8217;alcol. Per questa ragione non si degustano i vini rossi tannici a bassa temperatura. I vini liquorosi &#8211; molto dolci e alcolici &#8211; vanno invece bevuti a bassa temperatura: sembreranno meno pastosi e &#8220;zuccherosi&#8221; e sarà meno avvertibile la presenza dell&#8217;alcol. </li></ul>
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