IL CICLO DELLA VITE

Il ciclo della vite è uno dei più affascinanti tra le piante presenti in natura. Per questo riteniamo importante informare gli apprezzatori dei nostri vini sulla meraviglia che vediamo svolgersi ogni anno sotto i nostri occhi: il prodotto finito che si può degustare in tavola è il risultato di questo processo incredibile che si ripete, senza mai mancare all’appuntamento, ogni anno.

Le due fasi principali del ciclo vegetativo della vite sono il periodo di riposo da Novembre ad Febbraio, e il periodo attivo da Marzo a fine Ottobre. I tempi possono variare leggermente a seconda delle latitudini,delle varietà di uva e soprattutto dalle annate. Noi ci riferiremo al ciclo della vite nei nostri climi italiani temperati. 

  • Il pianto della viteRisultati immagini per pianto della vite

Con il giungere della primavera, tra marzo e aprile, la vite segnala che si sta risvegliando con un fenomeno molto suggestivo: è il cosiddetto “pianto” della vite. Dalle ferite di potatura dell’inverno fuoriesce della linfa, succhiata dal terreno dalle radici che stanno riprendendo la loro attività sospesa durante l’inverno. Dato che la pianta sa che ha sofferto i bruschi tagli di potatura dei tralci, va a “curare” queste ferite, che così si cicatrizzano. E’ avvenuto il primo di tanti miracoli che vedremo.

  • Il germogliamento

Risultati immagini per pianto della vite20-30 giorni dopo la fase del pianto, la vite comincia a germogliare: le gemme dapprima si gonfiano, diventando “cotonose”, cioè rivestite da una specie di bambagia che le protegge da eventuali freddi. Al loro interno sono già presenti i grappolini, che ancora non si vedono, se non al microscopio. Ecco perché la vite li tiene ben al caldo. Quindi, molto lentamente, le gemme si dischiudono, si aprono, finché compaiono le prime foglioline: ecco il germogliamento.

 

  • VegetazioneRisultati immagini per vigneti

Quindi le foglie appena nate crescono sempre di più, e si sviluppano i nuovi tralci. I grappolini iniziano ad essere visibili già dalle prime settimane. La crescita della vegetazione raggiunge il suo apice in giugno e continua fino ad agosto, in cui avviene la maturazione dei tralci, che cambiano colore e diventano vero e proprio legno: la vite sa che tra pochi mesi sarà inverno e rafforza così i suoi tralci.

  • Fioritura

Risultati immagini per fioritura viteLa fioritura della vite non è molto vistosa. Chi sa infatti come sono i fiori della vite per chi non è del mestiere? Eppure anche la vite fiorisce, a fine maggio-inizio giugno. E’ una fase molto importante, perché può essere ancora compromessa da gelate tardive e dalla pioggia. Da una buona fioritura dipende un buon raccolto.

  • Allegagione

Risultati immagini per allegagione viteE’ la fase in cui i fiori si trasformano in frutti, i grappoli: da ogni fiore fecondato si sviluppa un acino, che si gonfia progressivamente di acqua. A fine mese di giugno, i grappoli saranno già completamente formati. Anche questa fase è di estrema delicatezza per una buona annata. Inoltre inizia ad affacciarsi il pericolo di grandinate…

 

 

  • Invaiatura Risultati immagini per invaiatura vite

Finché i grappoli, ingrossandosi, rimangono verdi, si verificano poche trasformazioni chimiche al loro interno. Ma a luglio avviene l’invaiatura: i grappoli “virano” progressivamente di colore, dal verde al blu per le uve nere, dal verde al giallo per le uve bianche.

 

  • Maturazione

Risultati immagini per maturazione viteLa perfetta maturazione (a seconda delle varietà tra i primi di settembre a inizio novembre), che si sovrappone in parte all’invaiatura, è fondamentale per avere vini ricchi ed equilibrati. Solo l’uva perfettamente matura contiene in corretto equilibrio le sostanze responsabili degli aromi e dei profumi del vino. E’ la fase in cui l’uva si arricchisce di zuccheri: quegli stessi zuccheri che con la fermentazione si trasformeranno in alcol. E’ intuitivo che un buon clima caldo e non eccessivamente umido favorisce una buona maturazione.

 

 

  • Riposo invernaleImmagine correlata

Dopo la vendemmia, nei mesi di novembre e dicembre, le foglie perdono la clorofilla, assumendo quei colori meravigliosi che possiamo ammirare, dal giallo, al rosso, al marrone. Le foglie così trasferiscono la loro linfa nei tralci, come riserva per l’inverno. Nulla va perduto…Dopodiché, sapendo che non potranno reggere all’inverno perché sono troppo fragili, possono tranquillamente cadere: hanno svolto il loro compito, hanno catturato l’energia del sole, che insieme alla linfa proveniente dalle radici, hanno nutrito i grappoli, oramai in cantina pronti per diventare vino. 

Ora il miracolo è pronto per ripetersi un’altra volta.

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